COPYWRITER: COSA FA E COSA NON DEVE (MAI) FARE

Cosa fa e cosa non deve fare un bravo copywriter

Copywriter: cosa fa e cosa non deve (mai) fare

Amato, ricercato, dimenticato e poi riscoperto. Stiamo parlando del copywriter, una figura con molteplici mansioni, la cui importanza viene ancora oggi troppo spesso sottovalutata o addirittura ignorata. Noi di Let's Copy voglia dare il nostro piccolo contributo alla causa e spiegare cosa fa e che cosa non deve (mai) fare un bravo copywriter quando svolge il proprio mestiere. Cominciamo dunque dalla definizione di copywriter, termine che potremmo tradurre grossomodo come redattore pubblicitario o semplice redattore. Una parola vaga che richiama numerosi altri concetti più o meno correlati. In un'agenzia, ad esempio, troviamo:

  • il copywriter che fa articoli;
  • il copywriter che fa post per blog;
  • il copywriter che fa article marketing;
  • il copywriter che fa i testi del sito;
  • il copywriter che fa i comunicati;
  • il copywriter che fa un po' di grafica;
  • e magari prepara anche il caffè...

Eh sì, al contrario del web designer e dello sviluppatore, il copywriter si occupa di tantissime cose, dal popolamento di un nuovo sito che deve andare online (e siamo già in ritardo con la consegna, tanto per cambiare) alla ricerca di blogger per attività di guest posting in vista di un prodotto o servizio su cui il cliente ha deciso di investire. E ci sta pure che tra una cosa e l'altra al copywriter “tuttofare” venga chiesto di essere social media manager e quindi gestire i vari profili Facebook, Twitter e Google Plus, magari anche della stessa agenzia per cui lavora. Da questa introduzione abbiamo capito che il copywriter, libero professionista o dipendente, deve possedere diverse abilità e saper spaziare in ambiti che trascendono la semplice scrittura per toccare le sfere del marketing, del posizionamento SEO e addirittura del social media e della grafica. Proprio quello che cerchiamo di insegnare nel nostro corso online!

Il bravo copywriter fa e guadagna bene

ATTENZIONE COPY: NON “FARE TROPPO E MALE”

 

Premesso che alcune mansioni bisogna conoscerle, è sempre meglio evitare di trasformarsi in un tappabuchi e passare dalla scrittura di un articolo alla gestione di una campagna AdWords. Ne va della nostra professionalità e del livello di specializzazione a cui possiamo ambire. I migliori copywriter lavorano come consulenti esterni o in grandi agenzie pubblicitarie e fanno solo una cosa: ideare slogan, payoff, nomi e contenuti, lasciando al resto della squadra il compito di tradurre in parole gli input creati. È ovvio che una situazione del genere interessa solo pochi fortunati, la stragrande maggioranza di copywriter deve sbarcare il lunario facendo i salti mortali e offrendo ogni genere di attività, incluso il data entry, la traduzione di file in altre lingue e via dicendo. Compiti collaterali che spesso finiscono per impoverire la professione e demoralizzare il copy alle prime armi.

 

Come uscire dunque da questo circolo vizioso? Come distinguersi dalla concorrenza di studenti universitari, casalinghe, pensionati, amanti della scrittura e quanti lavorano a tempo pieno o in modo saltuari come copywriter? La risposta che diamo a chi ci segue è sempre la stessa: con la specializzazione. Se tutti possono scrivere un articolo banale su un certo argomento, solo pochi copywriter sono in grado di ottimizzarlo e posizionarlo su Google per keyword secondarie geolocalizzate. Se tutti possono proporre qualche titolo per un determinato blog, pochi hanno le competenze per preparare un piano editoriale di lungo termine. È questo che distingue un bravo copy da un qualsiasi articolista ed è questo che vogliamo far capire a chi segue il nostro corso. Che senza esperienza e senza qualifiche il lavoro del copy risulterà scontato e ripetitivo, ma soprattutto mal pagato. Lasciatelo dire: il copywriter è un bel mestiere... ma devi saperlo fare!

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